domenica 18 maggio 2008

IL MINISTRO ON. GIORGIA MELONI, IL PRESIDENTE DI AZIONE GIOVANI PROCACCINI E IL CONS. COM. TORELLI RENDONO ONORE ALL'ALPINO ANDREA TOMASELLO

Il ministro delle Politiche Giovani, On. Giorgia Meloni dichiara in una nota: «Questo avvenimento non può che colpire i nostri cuori e lasciarci pieni di dolore, ma siamo consci che il sacrificio e l’impegno di Andrea e di questi uomini serve a contrastare il dilagare del terrorismo internazionale: purtroppo ogni guerra conta i propri morti e i propri feriti. Le truppe alpine, fin dalla loro costituzione, si sono erte a difesa dei valori di democrazia e di pace tipici della nostra millenaria civiltà cristiana; ora più che mai questo impegno è attuale».«Il mio pensiero, in questi tristi momenti, non può non riservare un caloroso saluto a quel Corpo, il quale ben incarna le nostre tradizioni: la laboriosità, l’impegno, lo spirito di servizio e sacrificio. Queste sono le qualità che da sempre gli Alpini mettono a disposizione dei meno fortunati, e ciò è avvenuto anche in Afghanistan», continua il Ministro Giorgia meloni.«Insieme ai dirigenti Procaccini e Torelli, intendiamo trasmettere il nostro dolore e il sentimento di vicinanza ai famigliari delle vittime e dei feriti» conclude il Ministro nonché presidente Nazionale di Azione Giovani.Le fanno eco, il consigliere comunale Paolo Torelli e la federazione provinciale di Azione Giovani che esprimono il loro sostegno e la volontà di non abbandonare mai i propri eroi militari. «L’alpino Andrea Tomasello, fratello nostro, oltre che ad essere l’orgoglio di Pontinia e della provincia di Latina, è e deve essere un simbolo per tutti noi giovani. Personalmente stimo ed ammiro moltissimo Andrea, ragazzo che alla vita normale e tranquilla, ha preferito combattere per donare la pace a quelle popolazioni assediate dalla tirannia e dal terrorismo» afferma Torelli. «Questa notizia ci ha profondamente addolorato perché, non solo è un ragazzo che vive nella nostra provincia, ma perché è un ottimo militare e un valoroso combattente che si è dedicato affinché regni la pace anche in quelle zone tumultuose e condannate altrimenti all’instabilità» afferma Nicola Procaccini, Presidente Provinciale di AG.

sabato 17 maggio 2008

GIORGIA MELONI: RILANCIARE L'ESTRO GIOVANILE

INTERVISTA DEL TGCOM DA DOMENICO CATAGNANO. "Ho 31 anni, in tutti i modi mi sento legata alla mia generazione, sono una ragazza come tutte le altre, vado al cinema, leggo i libri, esco con gli amici, vado a cena fuori, faccio le vacanze. Sono una persona normale, o almeno ho la presunzione di esserlo". Parole e musica (rigorosamente dei Red Hot Chili Peppers, la sua grande passione) di Giorgia Meloni, ministro delle Politiche Giovanili del Berlusconi IV. E' appassionata di rugby, tennis, scacchi e immersioni, colleziona angeli ("ma non ne parlo più, che detta così sembra new age oscena") e l'ultima volta che è andata al cinema ha visto "Into the wild". Alla seconda legislatura, già vicepresidente della Camera (la più giovane della storia della Repubblica), l'enfant prodige del quartiere romano della Garbatella si è tuffata nel nuovo incarico con entusiasmo, tracciando le linee guida per una serie di interventi su cui ancora preferisce non sbilanciarsi".
Lavoro e casa sono due delle priorità da affrontare, non crede?
Certamente, ma a me pare che si voglia schematizzare l'operato di un ministero che non sia schematizzabile. Noi dovremo dimostrare una certa discontinuità col tema delle politiche giovanili cercando di ragionare non per compartimenti stagni e iniziative-spot ma dando un perimetro al lavoro che si vuole fare. Immaginare quindi che tipo di Italia costruire domani, che tipo di generazione si vorrebbe. La condizione di precarietà nella quale versano molti giovani non consente di affrontare il tema sul piano esclusivamente professionale, perché rimane il problema della casa. Si deve inoltre tenere conto della formazione scolastica e universitaria, renderla più vicina al mondo del lavoro.
Quindi passando al concreto...
Ci sono una serie di iniziative che erano già previste nel programma del Pdl. Per il lavoro precario, ad esempio, si ipotizzava il credito d'imposta per chi stabilizza i lavoratori a tempo determinato, o ancora si prospettavano una serie di incentivi per le giovani imprese per dare opportunità anche se non si hanno gli strumenti iniziali istituendo prestiti d'onore e no-tax. Il piano casa parte dal basso, dall'edilizia residenziale popolare ai mutui agevolati. Si dovrebbe dare la possibilità di riscattare il proprio affitto nelle case di proprietà pubblica come parte del mutuo per permettere alle famiglie meno abbienti di diventare proprietarie. Noi vogliamo partire dal programma, e poi disegnare un perimetro.
Lei fa politica da ormai quindici anni, ha visto formarsi una generazione. Concorda sul fatto che molti giovani accettano passivamente certe situazioni di comodo e che sono in pochi a volersi dare veramente da fare?
Io penso che sia più difficile trasmettere oggi valori positivi alle giovani generazioni. Ma si tratta di ragazzi, esattamente come lo sono stati i loro padri e i loro nonni, ragazzi che sono molto diversi da come vengono raccontati. Sembra che nessuno però abbia voglia di parlare delle difficoltà che loro hanno per raggiungere la metà dello spazio che chi li ha preceduto aveva nella società. Si semplifica raccontando una generazione che non ha valori, il problema vero è che la stragrande maggioranza dei ragazzi che non corrisponde a quest'etichetta finora non ha avuto la possibilità e la determinazione di farsi sentire.
E quindi...
Quindi bisogna puntare sulla formazione della giovane impresa. Un elemento che non si calcola mai negli studi economici è quello che si potebbe definire il "genio", l'estro, la disponibilità al sacrificio, il coraggio dei singoli. Credo che ci sia bisogno di sostenere questi ragazzi nella formazione, che ci sia bisogno di fare in modo che quanto si investe rimanga in quel territorio e non emigri portando ricchezza in altre regioni. Penso al Mezzogiorno, si potrebbe rimanere valorizzando anche quelle che sono le vocazioni naturali, come il turismo.
Politiche giovanili vuol dire occuparsi anche di natalità. I giovani italiani non fanno più figli...
Sostegno a maternità e incentivo a natalità sono necessari con una legislazione attraverso la quale lo Stato scelga di combattere come priorità per il proprio futuro la crisi demografica. Nel 2050 oltre il 35% della nostra popolazione avrà più di 65 anni, ciò significa che il nostro sistema non potrà reggere. Il nostro obiettivo dovrebbe tendere a fare figli a costo zero. Personalmente ho presentato una proposta di legge nella scorsa legislatura, che prevede tra le altre cose l'introduzione del "quoziente familiare" per la determinazione del reddito imponibile ai fini fiscali, detrazioni per tutto quello che riguarda la cura del bambino, sostegno alla formazione dei figli fino al 18mo anno, una maggiore divisione di responsabilità tra madri e padri. Si deve far in modo che la maternità sia percepita come una scelta di libertà e non un sacrificio, perché io credo che in quest'ottica molte donne non avrebbero scelto di abortire in tutti questi anni.
E in tal senso, qual è la sua posizione sulla 194?
Penso che la 194 sia in primis una legge da applicare. C'è tutta una parte che riguarda la prevenzione, il sostegno alle madri e la possibilità di conoscere quali sono le strade alternative all'interruzione della gravidanza che non è stata mai applicata. Penso che avere un'ottica integrale della legge darebbe un altro senso al dibattito in corso, per capire meglio se effettivamente a trent'anni dall'entrata in vigore la 194 sia perfettibile oppure no.
Per finire, gli italiani si aspettano molto da lei. Secondo un sondaggio Ipr Marketing lei è risultata quella con un gradimento del 62%, il più alto tra i ministri del nuovo governo.
Mi fa piacere, è una responsabilità ma anche una difficoltà. Con un gradimento basso si può migliorare, mentre un gradimento alto è più difficile mantenerlo. Mettiamola così, sul piano dell'incarico ministeriale non può che essere uno stimolo a produrre.

mercoledì 7 maggio 2008

E' NATO IL NUOVO GOVERNO: GIORGIA MELONI MINISTRO POLITICHE GIOVANILI


Silvio Berlusconi ha accettato l'incarico di formare un nuovo governo conferito dal Capo dello Stato. Sono 21 i ministri del nuovo Governo la cui costituzione è stata annunciata dal Presidente del Consiglio al Quirinale. Si tratta di 12 ministri con portafoglio e 9 senza portafoglio. Gianni Letta è il Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio.
Presidente del Consiglio: Silvio Berlusconi
Esteri: Franco Frattini
Economia: Giulio Tremonti
Interno: Roberto Maroni
Giustizia: Angelino Alfano
Difesa: Ignazio La Russa
Attività produttive: Claudio Scajola
Welfare: Maurizio Sacconi
Politiche Agricole: Luca Zaia
Ambiente: Stefania Prestigiacomo
Infrastrutture e Trasporti: Altero Matteoli
Istruzione-Università-Ricerca: Maria Stella Gelmini
Beni Culturali: Sandro Bondi
Politiche Giovanili: Giorgia Meloni
Riforme Federalistiche: Umberto Bossi
Funzione Pubblica: Renato Brunetta
Rapporti con il Parlamento: Elio Vito
Semplificazione: Roberto Calderoli
Affari Regionali: Raffaele Fitto
Politiche Comunitarie: Andrea Ronchi
Pari Opportunità: Mara Carfagna
Attuazione del Programma: Gianfranco Rotondi